Contenzioso bancario

Ricade sul correntista che agisce contro la Banca per la rideterminazione del saldo del conto corrente, l’onere di dimostrare il saldo iniziale del rapporto e, pertanto, in caso di mancata produzione di tutti gli estratti conto del rapporto, non si potrà far riferimento al c.d. saldo zero ma si utilizzerà il saldo iniziale del primo estratto conto prodotto in giudizio.

Questo il principio stabilito dal Tribunale di Nuoro con la recente Sentenza n.283/2022, pubblicata in data 28 aprile 2022, che è tornato ad occuparsi del problema della ripartizione dell’onere della prova nei rapporti tra il correntista e l’Istituto Bancario.

Contenzioso bancario, Onere della prova e applicazione del c.d. saldo zero: Il caso concreto

Lo Studio ha assistito davanti al Tribunale di Nuoro le ragioni di una società chiedendo l’accertamento e la rideterminazione dei saldi di due conti correnti, affinché fosse accertato che nessuna somma era dovuta in favore della Banca.

Quest’ultima infatti, in mancanza di una valida pattuizione scritta, aveva illegittimamente addebitato interessi, anche anatocistici, commissioni varie e spese non previste dalla Legge.

L’istituto di credito, costituitosi in giudizio, ha chiesto il rigetto delle avverse domande.

All’esito del giudizio, a fronte di un saldo in favore dell’istituto di credito di € 413.117,52, il Tribunale di Nuoro ha ridotto il saldo in favore dell’istituto di credito per la minore somma di € 40.533,97, accertando indebite imputazioni sui conti per circa € 372.583,55.

Contenzioso bancario, onere della prova e applicazione del c.d. saldo zero.

È in capo al correntista l’onere di produrre in giudizio tutti gli estratti conto del rapporto: la questione giuridica

La questione giuridica attiene alla corretta ripartizione dell’onere della prova e in particolare su chi ricade l’onere di provare il saldo iniziale del rapporto e per il caso di mancata produzione di tutti gli estratti conto del rapporto, se si può liberamente utilizzare il saldo contabile del primo estratto conto prodotto in causa o il c.d. saldo zero, più favorevole al correntista.

Si è quindi posto il problema se, ai fini della ricostruzione del saldo finale del conto corrente, occorra considerare il saldo contabile indicato nell’estratto conto più risalente, seguito da una serie continua di estratti conto e fino all’ultimo estratto conto depositato in atti, o se si debba fare applicazione del c.d. saldo zero, applicando pertanto un saldo iniziale pari a zero, indipendentemente dai documenti prodotti in causa.

Contenzioso bancario, onere della prova e applicazione del c.d. saldo zero:

La soluzione del Tribunale di Nuoro

Il Tribunale di Nuoro, ha rilevato che «l’onere probatorio gravante, a norma dell’art. 2697 c.c., su chi intende far valere in giudizio un diritto, ovvero su chi eccepisce la modifica o l’estinzione del diritto da altri vantato, non subisce deroga neanche quando abbia ad oggetto “fatti negativi”, in quanto la negatività dei fatti oggetto della prova non esclude né inverte il relativo onere, gravando esso pur sempre sulla parte che fa valere il diritto di cui il fatto, pur se negativo, ha carattere costitutivo».

Pertanto, nell’ipotesi in cui il correntista agisca, anche con domanda di accertamento negativo, nei confronti della Banca, che si limita a chiedere il solo rigetto delle domande avverse, l’onere della prova ricade sempre su chi agisce in giudizio che avrà l’onere di produrre gli estratti conto del rapporto, ed in mancanza, si dovrà utilizzare il saldo contabile del primo estratto conto prodotto in causa.

Viene richiamata in tal senso una recente pronuncia la Suprema Corte: “Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi ultralegali a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso i relativi estratti a partire dalla data della sua apertura, così effettuandosi l’integrale ricostruzione del dare e dell’avere, con applicazione del tasso legale, sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate, inutilizzabili, invece, rivelandosi, a tal fine, criteri presuntivi od approssimativi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto non provato l’intero andamento di un rapporto ultraventennale, avendone il correntista, gravato del corrispondente onere per aver agito ex art. 2033 c.c., prodotto, tardivamente, solo alcuni estratti conto in aggiunta a quelli relativi all’ultimo decennio depositati dalla banca, non risultando nemmeno incontroverso il saldo ad una determinata data)”, (Cass. Sez. 1 – , Sentenza n. 20693 del 13/10/2016).

Nonostante la mancata applicazione del c.d. saldo zero, più favorevole al correntista, dal ricalcolo dei saldi dei conti correnti, provvedendo ad eliminare gli interessi, anche anatocistici, illegittimamente addebiti sui conti, nonché le commissioni e spese non giustificate dalla Legge, a fronte di un saldo contabile di € 413.117,52, è risultato un credito effettivo della Banca per sole € 40.533,97 e indebite imputazioni per € 372.583,55.

Lo Studio Legale Dedoni è a disposizione per ogni consulenza e gestione del caso concreto.

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