Dichiarazione di insolvenza e provvedimenti conservativi a tutela della par condicio creditorum
(Nota a Tribunale Civile di Cagliari, Sentenza n.94/2025, pubblicata il 6 agosto 2025)
Contro il rischio di lesione della par condicio creditorum, il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive individuali è funzionale ad evitare la dispersione del patrimonio o dei valori dell’impresa e ad assicurare provvisoriamente, nelle more dell’apertura del procedimento concorsuale, gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa.
È questo il principio affermato dal Tribunale Civile di Cagliari nella recente Sentenza n.94/2025, pubblicata il 6 agosto 2025, con la quale il Giudice dopo aver dichiarato lo stato di insolvenza di una Cooperativa Sociale ha disposto il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive individuali sul patrimonio dell’impresa.
Cooperative sociali: il caso concreto
Lo Studio Legale Dedoni ha assistito la una Società Cooperativa Sociale nella proposizione del ricorso in proprio per la dichiarazione dello stato di insolvenza ai sensi dell’art.297 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, al fine di avviare tempestivamente il percorso verso la liquidazione coatta amministrativa e tutelare così l’interesse sociale e dei creditori.
Il ricorso è stato motivato non solo dalla condizione di insolvenza della cooperativa, ormai priva di mezzi per far fronte alle obbligazioni assunte, ma anche dalla necessità di arrestare una pluralità di azioni esecutive individuali di diversi creditori – in prevalenza ex dipendenti – che rischiavano di compromettere gravemente l’integrità del patrimonio sociale e pregiudicare l’eguaglianza di trattamento tra i creditori (par condicio creditorum).
L’adozione di misure conservative si è resa, pertanto, indispensabile per evitare una disordinata aggressione dei beni aziendali, assicurando un ordinato accesso alla procedura concorsuale e garantendo la finalità pubblicistica della liquidazione coatta, secondo quanto previsto dal sistema normativo vigente.
Il contesto normativo
La decisione si inserisce nel quadro della disciplina speciale dettata dal D.lgs. n.112/2017 in materia di imprese sociali, per cui, come riconosciuto anche dalla Corte di Cassazione con Sentenza n. 32992/2023 del 28/11/2023, le Cooperativa Sociali sono assoggettabili, in caso di insolvenza, esclusivamente alla liquidazione coatta amministrativa, con esclusione della liquidazione giudiziale prevista in via generale dall’art. 2545-terdecies c.c.
La disciplina speciale si coordina con l’art.297 del C.C.I.I. con il quale è stato attribuito al Tribunale il potere di accertare lo stato di insolvenza delle Cooperative Sociali anteriormente all’apertura della liquidazione coatta amministrativa e, soprattutto, in un’ottica volta a favore le procedure collettive, adottare in via d’urgenza i provvedimenti ritenuti opportuni nell’interesse dei creditori.
La decisione del Tribunale Civile di Cagliari
Il Tribunale di Cagliari, accertato lo stato di insolvenza della Cooperativa Sociale, ha accolto le istanze formulate dallo Studio Legale Dedoni ritenendo necessario adottare una misura a tutela del patrimonio sociale e dei creditori.
In particolare, ha disposto – ai sensi dell’art. 297, comma 3, del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza – il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive individuali da parte dei creditori che vantino diritti sorti prima della sentenza, fino all’apertura formale della procedura di liquidazione coatta amministrativa.
Tale provvedimento si è reso indispensabile per prevenire il rischio concreto di dispersione dei beni della cooperativa e per garantire il rispetto del principio della parità di trattamento tra i creditori (par condicio creditorum), considerato che, in base alla normativa vigente, il divieto di esecuzioni individuali trova applicazione solo a partire dall’apertura della procedura concorsuale.
Pertanto, al fine di evitare iniziative unilaterali che potessero compromettere l’integrità del patrimonio aziendale e pregiudicare l’interesse collettivo dei creditori, il Tribunale ha ritenuto necessario anticipare tale tutela con l’adozione della misura conservativa richiesta.
Le conclusioni del Tribunale di Cagliari
La sentenza del Tribunale di Cagliari rappresenta un intervento di particolare rilievo, sia per la chiara ricostruzione del quadro normativo applicabile alle Cooperative Sociali in stato di insolvenza, sia per l’adozione di una misura conservativa mirata, volta a salvaguardare l’integrità del patrimonio sociale e a garantire un trattamento equo di tutti i creditori.
Essa si inserisce in modo coerente nel rinnovato assetto dell’ordinamento concorsuale e conferma l’importanza di un intervento tempestivo e consapevole da parte dell’impresa in crisi.
In tali contesti, il ricorso all’assistenza legale specializzata, non solo consente di attivare con efficacia gli strumenti di protezione previsti dall’ordinamento, ma risulta essenziale per preservare il patrimonio aziendale, assicurare il rispetto della parità di trattamento tra i creditori e guidare la società attraverso una gestione ordinata e conforme della fase preconcorsuale.
Una tutela legale adeguata si rivela dunque determinante per prevenire iniziative unilaterali dannose, evitare la dispersione degli attivi patrimoniali e garantire l’effettività delle garanzie collettive poste a presidio dell’interesse comune.
Lo Studio Legale Dedoni è a disposizione per ogni consulenza e gestione del caso concreto.