riapertura centri estivi regione

Il Direttore regionale della Confcooperative, Gilberto Marras, ci ha richiesto di approfondire il tema della possibilità e delle modalità di apertura dei centri estivi per i minori nella Regione Sardegna.  

In previsione dell’apertura dei centri estivi per bambini e adolescenti a decorrere dal 15 giugno e per tutto il periodo estivo, molti Comuni si stanno infatti preparando per verificare che le attività in parola si svolgano nel rispetto delle misure di prevenzione e di contenimento dei contagi da coronavirus.

Invero, il susseguirsi di diversi e frammentari interventi normativi non ha facilitato il compito degli enti locali.

Questa breve guida intende offrire uno spunto critico sull’argomento.

Le linee-guida per i Comuni e le organizzazioni del Terzo settore

Con il recente DPCM del 17 maggio 2020, il Governo ha consentito la ripresa per bambini e ragazzi delle attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia, a condizione che siano stipulati appositi protocolli di sicurezza, predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le Politiche della Famiglia del 16 maggio 2020.

Il DPCM è stato poi oggetto di recepimento da parte delle Regioni.

In particolare, la Regione Autonoma di Sardegna ha trasposto con modificazioni le disposizioni del DPCM con ordinanza n. 23 del 17 maggio 2020.

Le linee-guida, che qui si allegano per opportuna conoscenza, definiscono le prescrizioni da osservarsi nell’organizzazione e nella gestione dei centri estivi per bambini d’età superiore ai 3 anni e per adolescenti.

Per ciò che concerne gli aspetti procedurali, si osserva che il gestore del Centro estivo dovrà garantire l’elaborazione di uno specifico documento, il “progetto delle attività”, da sottoporre preventivamente all’approvazione del Comune nel cui territorio si svolge l’attività, nonché, per quanto di competenza, all’approvazione da parte delle competenti autorità sanitarie locali.

È importante osservare che dette linee-guida si rivolgono espressamente ai progetti realizzati dagli enti interessati, dai soggetti gestori da questi individuati, nonché da organizzazioni ed enti del Terzo Settore.

Esso sarà articolato in dodici punti:

  1. il calendario di apertura e orario quotidiano di funzionamento, con distinzione dei tempi di effettiva apertura all’utenza e di quelli –precedenti e successivi –previsti per la predisposizione quotidiana del servizio e per il suo riordino dopo la conclusione delle attività programmate;
  2. il numero e età dei bambini e degli adolescenti accolti, nel rispetto di un rapporto con lo spazio disponibile tale da garantire il prescritto distanziamento fisico;
  3. gli ambienti e spazi utilizzati e loro organizzazione funzionale, mediante l’utilizzo di una piantina delle aree chiuse nella quale i diversi ambiti funzionali –ad esempio, accessi, aree gioco, aree servizio, ecc. –siano rappresentati in modo chiaro e tale da costituire base di riferimento per regolare i flussi e gli spostamenti previsti, nonché per verificarne preliminarmente la corrispondenza ai richiesti requisiti di sicurezza, igiene e sanità, distanziamento fisico;
  4. i tempi di svolgimento delle attività e loro programma giornaliero di massima, mediante un prospetto che espliciti con chiarezza le diverse situazioni e attività che si svolgono dall’inizio al termine della frequenza e individuando altresì i momenti in cui è previsto di realizzare routine di lavaggio delle mani e/o di igienizzazione degli spazi e materiali;
  5. l’elenco del personale impiegato (nel rispetto del prescritto rapporto numerico minimo con il numero di bambini ed adolescenti accolti), ivi compresa la previsione di una figura di coordinamento educativo e organizzativo del gruppo degli operatori;
  6. le specifiche modalità previste nel caso di accoglienza di bambini ed adolescenti con disabilità o provenienti da contesti familiari caratterizzati da fragilità, identificando le modalità di consultazione dei servizi sociosanitari al fine di concordare le forme di individualizzazione del progetto di attività da proporre e realizzare;
  7. le specifiche modalità previste per l’eventuale utilizzo di mezzi per il trasporto dei bambini ed adolescenti, con particolare riguardo alle modalità con cui verrà garantita l’accompagnamento a bordo da parte di figura adulta, nonché il prescritto distanziamento fisico;
  8. le modalità previste per la verifica della condizione di salute del personale impiegato, attraverso dichiarazioni e certificazioni da identificare in accordo con le competenti autorità sanitarie locali;
  9. l’elenco dei bambini ed adolescenti accolti e modalità previste per la verifica della loro condizione di salute, attraverso dichiarazioni e certificazioni da identificare in accordo con le competenti autorità sanitarie locali;
  10. il rispetto delle prescrizioni igieniche inerenti alla manutenzione ordinaria dello spazio, il controllo quotidiano dello stato dei diversi arredi e attrezzature in esso presenti e loro relativa pulizia approfondita periodica;
  11. le previste modalità di verifica quotidiana delle condizioni di salute delle persone che accedono all’area e del regolare utilizzo delle mascherine;
  12. quanto eventualmente inerente alla preparazione e consumo di pasti.

Le linee-guida per le imprese che erogano servizi per l’infanzia e l’adolescenza

È poi da considerarsi il caso in cui a fornire servizi per l’infanzia e l’adolescenza, ivi inclusi i centri estivi, sia un soggetto diverso da Comuni, dai soggetti gestori da questi individuati, nonché da organizzazioni ed enti del Terzo Settore.

A tal proposito, si osserva che in data 16 maggio 2020 la Conferenza delle Regioni ha adottato le linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive, recanti indirizzi operativi specifici validi per i singoli settori di attività, e finalizzati a fornire uno strumento sintetico e immediato di applicazione delle misure di prevenzione e contenimento di carattere generale, per sostenere un modello di ripresa delle attività economiche e produttive compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori.

Dette linee-guida venivano poi integrate in data 22 maggio 2020 con riferimento a talune attività precedentemente non considerate, come i servizi per l’infanzia e l’adolescenza.

Le schede tecniche, relative a ciascuna attività produttiva, venivano trasposte dalla Regione Sardegna con ordinanza presidenziale n. 27 del 2.6.2020.

 Le disposizioni ivi stabilite per l’erogazione di servizi per l’infanzia e l’adolescenza aventi ad oggetto “tutte le opportunità organizzate di socialità e gioco, a carattere diurno, per bambini ed adolescenti”, che qui alleghiamo per conoscenza, ricalcano per lo più le indicazioni già stilate dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia.

La differenza di maggior rilievo è che tali linee guida non prevedono di sottoporre il documento sottoscritto tra l’ente gestore, il personale e i genitori coinvolti nelle attività del centro estivo, equivalente al “progetto delle attività”, alla previa approvazione del Comune, cui dovrà comunque essere trasmesso per conoscenza unitamente alla segnalazione o dalla comunicazione di inizio attività, nei termini prescritti dalla normativa regionale in materia. 

Si osserva che tale procedura semplificata non si applica anche ai soggetti incaricati dai Comuni e alle organizzazioni del terzo settore. A tale conclusione si perviene grazie alla lettura dell’articolo 11 dell’ordinanza in parola, la quale stabilisce che “per tutto quanto non espressamente disciplinato dalla presente ordinanza, si fa espresso rinvio al DPCM 17 maggio 2020 e relativi allegati”.

Gli Avvocati dello Studio Dedoni restano a disposizione per la soluzione delle criticità di ogni singola situazione.

Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive

 ORDINANZA N.23 DEL 17 MAGGIO 2020 – Regione Autonoma della Sardegna

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