Piano Urbanistico Regione Sardegna: le zone destinate a servizi pubblici o di uso collettivo.

Ogni intervento edilizio, anche nelle aree integralmente urbanizzate, è subordinato all’esistenza di una convenzione urbanistica.

L’edificazione nella zona G del Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna, destinata a servizi pubblici o di uso collettivo, è subordinata alla preventiva approvazione di un piano attuativo accompagnato da una convenzione urbanistica efficace.

Tale principio è inderogabile e rispetto ad esso non trova applicazione l’istituto del cosiddetto “lotto intercluso” in forza del quale, a determinate condizioni, è consentita l’edificazione diretta in aree ormai integralmente urbanizzate senza la necessità di un previo piano attuativo.

Questo il principio stabilito dal TAR Sardegna con la recente sentenza n. 721/26, pubblicata in data 28.4.2026 che va in continuità con l’orientamento precedentemente espresso sia dal Consiglio di Stato che dallo stesso TAR Sardegna.

Il caso concreto e la decisione del TAR

Lo Studio Dedoni ha difeso davanti al TAR Sardegna le ragioni di una società che conduce un centro commerciale in una vertenza promossa da una società che aveva impugnato il provvedimento unico del SUAP di un Comune con il quale veniva respinta l’istanza della ricorrente di autorizzazione alla realizzazione di una media struttura di vendita proprio accanto al centro commerciale della cliente dello Studio Dedoni.

Tra i motivi di impugnazione la ricorrente individuava la violazione dell’art. 15, comma 2 lett. b) delle norme tecniche attuative d’attuazione del Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna che, come detto, nella zona G, destinata a servizi pubblici o di uso collettivo, condizionano gli interventi edilizi alla previa attuazione di un piano attuativo accompagnato da una efficace convenzione urbanistica.

Secondo controparte, nel caso di specie, il dettato dell’art. 15 della NTA del PPR sarebbe superato dall’applicazione dell’istituto del c.d. “fondo intercluso”, in quanto il lotto oggetto di causa sarebbe rientrato in un comparto integralmente urbanizzato nel quale, pertanto, sarebbe stata legittima l’edificazione diretta della struttura richiesta senza la necessità di un preventivo piano attuativo.

Al di là delle contestazioni in punto di fatto circa l’effettiva integrale urbanizzazione del comparto sostenuta dalla ricorrente, il TAR ha correttamente evidenziato che l’applicabilità della deroga di cui all’istituto del “fondo intercluso” trova applicazione esclusivamente con riferimento alle zone ad edificazione ordinaria , ovvero zone B o C, mentre per le zone G, destinate a servizi pubblici o di uso collettivo, “il carattere pubblicistico e funzionale della destinazione richiede invece un controllo pianificatorio più penetrante e non consente l’edificazione in assenza di una convenzione che definisca gli standard, le dotazioni e l’equilibrio tra volume edificabile e qualità urbana”.

Sulla base di tale presupposto il TAR Sardegna ha respinto il ricorso promosso da controparte.

Gli avvocati dello Studio Dedoni sono a disposizione per ogni consulenza e gestione del caso concreto.

Avvocato Alessio Scamonatti

L’Avv. Scamonatti, fin dallo svolgimento della pratica forense, ha maturato le sue competenze professionali nel campo del diritto civile, curandone costantemente l’aggiornamento in relazione ai mutamenti legislativi e giurisprudenziali attraverso la partecipazione a specifici corsi di formazione.