Il licenziamento

licenziamento

Il licenziamento indica l’atto con il quale il datore di lavoro manifesta la propria volontà di recedere dal rapporto di lavoro.

 

Il licenziamento è legittimo se la cessazione del rapporto avviene per:

–         Giusta causa;

–         Giustificato motivo soggettivo;

–         Giustificato motivo oggettivo.

 

L’art. 2119 del codice civile definisce in modo generico come giusta causa di licenziamento il verificarsi di “una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. Il recesso per giusta causa prevede il verificarsi di un fatto di gravità tale da porre in crisi il rapporto fiduciario tra il datore di lavoro e il lavoratore dipendente”.

Nel caso dei contratti a tempo indeterminato, al lavoratore dipendente che recede per giusta causa compete un’indennità equivalente all’importo della retribuzione che gli sarebbe spettata per il periodo di preavviso.

Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo, avviene in caso di notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del lavoratore dipendente e prevede l’obbligo di preavviso; mentre il licenziamento per giustificato motivo oggettivo si riferisce ai motivi legati all’attività produttiva, all’ organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa (art. 3 Norme sui licenziamenti individuali, Legge 604/1966).

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Alcuni motivi di giusta causa di licenziamento sono rappresentati da:

 

–       La dichiarazione di un falso infortunio o malattia del lavoratore dipendente;

–       La violazione del patto di non concorrenza;

–       Lo scorretto uso dei permessi per ex legge 104/92;

–       La falsa timbratura del cartellino;

–       La perdita dei requisiti per la Cassa Integrazione Guadagni;

–       Il rifiuto ingiustificato e reiterato del dipendente ad eseguire la prestazione lavorativa;

–       L’abbandono ingiustificato del posto di lavoro da parte del dipendente;

–       L’insubordinazione del lavoratore;

–       Il rifiuto del dipendente a riprendere l’attività lavorativa dopo che è stata constatata l’insussistenza di una malattia a seguito di visita medica fiscale;

–       Il lavoratore dipendente lavora per terzi durante il periodo di malattia con conseguente pregiudizio di una pronta guarigione e il ritorno al lavoro;

–       Il lavoratore dipendente, durante l’esercizio delle sue mansioni, sottrae beni aziendali;

–       Il lavoratore dipendente ha una condotta extralavorativa penalmente rilevante e idonea a far venir meno il vincolo fiduciario con il datore di lavoro.

 

Il datore di lavoro deve comunicare per iscritto il licenziamento al lavoratore dipendente, indicando in maniera specifica i motivi che lo hanno determinato.

 

 

 

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